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Cucinalkemika. Laboratorio di pensieri tramutati in cibo

Blogger 301 Redirect Plugin Cucinalkemika. Laboratorio di pensieri tramutati in cibo : 01/10/10 - 01/11/10

26 ottobre 2010

CREME SPALMABILI (Nutella e sue varianti)






































Ricordate questo post in cui vi parlavo di Nutella fatta in casa? E' trascorso molto tempo e di varianti ne ho provate molte, anche grazie ad un'amica, Luisa, che ho conosciuto in un forum e che mi ha aiutata a capire come poter creare delle valide alternative anche per chi ha problemi di intolleranze, senza però rinunciare al gusto. Ne è nata così una specie di raccolta, ampliabile all'infinito delle possibili varietà di nutella o, a questo punto, di crema spalmabile del sapore che amate di più. In effetti questo prodotto si lega al mio passato in maniera indelebile. Ricordo che mia mamma di mattina preparava tre fagottini con le nostre merende per la ricreazione a scuola. Il tuo lo riconoscevi dalla dimensione, e chiaramente mio fratello maggiore, che è sempre stato un gigante, aveva una merenda che faceva fatica a trovare posto nello zaino! Il pane era sempre affettato a mano e potevi trovare a volte del prosciutto, della mortadella e quando andava bene, della nutella, appunto. Ma quel pane aveva sempre un sapore particolare... il leggerissimo retrogusto della crema della mani alla glicerina di mia mamma! Così, quando penso alle nostre merende, mi viene sempre in mente mia mamma che prima di fare qualunque cosa si spalmava sulle mani la sua crema alla glicerina, come fa ancora adesso.  Tra le cose ho letto da poco la tabella che Altroconsumo ha realizzato sulle creme splamabili testando le migliori marche sul mercato... se penso a cosa ho mangiato finora (unito a piccole quantità di glicerina involontaria...) meglio farla in casa!

CREMA DI NOCCIOLE (NUTELLA) CLASSICA
• 60 gr. di nocciole spellate e tostate
• 100 gr. di cioccolato fondente 
• 70 gr. di burro
• 100 gr. di zucchero
• 100 gr. di latte


Mettere lo zucchero e le nocciole nel frullatore e riducete tutto in polvere. Aggiungete il cioccolato e frullate pochissimi secondi fino a ridurre tutto in crema. Versate in un pentolino aggiungendo il burro e il latte e mescolate bene su fuoco bassissimo. Girate per 5 minuti [non deve bollire!]. La NUTELLA è pronta! Versate in un vasetto di vetro e lasciarla raffreddare. Conservate in frigorifero.
[1. VARIANTE] NUTELLA BIANCA
300 gr di buon cioccolato bianco
150 gr di nocciole
60 gr di zucchero
70 gr di olio di semi di girasole (o olio di cereali)
100 gr di latte intero


[2. VARIANTE] NUTELLA senza nocciole, senza latte e senza burro
150 gr di zucchero
100 gr di kellogg's o riso soffiato
70 gr di olio di semi (o di riso o di cereali)
50 gr di cioccolato fondente
150 gr di acqua


[3. VARIANTE] NUTELLA  senza latte e senza burro
50 gr. di nocciole spellate e tostate
100 gr. di buon cioccolato fondente 
70 gr. olio di cereali (o di semi o di riso)
100 gr. di zucchero
100 gr. di acqua

Il principio è sempre lo stesso: frullate gli ingredienti secchi (zucchero più nocciole o riso soffiato), unite il cioccolato e frullate ancora. Mettete il composto in un pentolino sul fuoco a fiamma bassa con il resto degli ingredienti liquidi (a seconda della variante scelta: latte, burro, olio, acqua) e fate amalgamare cinque dieci minuti senza mai arrivare a bollore e girando sempre. Anche se appena fatta vi sembrerà molto liquida, mettetela nei barattoli e lasciateli in frigo per mezza giornata e la ritroverete con la consistenza giusta per accompagnare le vostre...merende!
Un grazie di cuore a Luisa per il suo aiuto.

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16 ottobre 2010

PANE ALLA ZUCCA E CIOCCOLATO

















In linea con quanto vi ho raccontato pochi giorni fa sull'autoproduzione, ecco il mio pane speciale che partecipa in contemporanea con tanti altri blogger in tutto il mondo a questa deliziosa raccolta ideata da ZORRA e giunta alla 5 edizione. Ho cercato di rendere alla fine tutto quello che l'autunno mi evoca: un forte colore giallo arancio e il marrone, che mi ricorda la terra bruna sulle quale trovo sempre più foglie ogni giorno. E' decisamente un esperimento, non ne avevo trovato traccia da nessuna parte, solo un'idea... per fortuna ben riuscita, il suo sapore mi ha stregata! L'ho abbinato ad una deliziosa gelatina di uva nera e cioccolato che avevo confezionato la scorsa settimana... con quel rosso ho decisamente dedicato questa giornata ai colori autunnali e con questo pane ho condiviso un'idea ed un progetto con molte altre persone!

Al 5° WORLD BREAD DAY!

PANE ALLA ZUCCA E CIOCCOLATO

500 gr di farina integrale
100 gr di zucca cotta in forno e schiacciata
20 gr di olio d'oliva
100 gr di farina di grano saraceno (da tenere a portata di mano se risulta un impasto appiccicoso)
1 cucchiaino di sale
2 cucchiaini di lievito secco naturale attivo
2 cucchiai di cacao amaro

Dividi la farina integrale in due ciotole. Ad una aggiungi la zucca, il sale e un cucchiaino di lievito secco. Comincia ad impastare, unisci 10 gr di olio d'oliva e acqua a sufficienza per creare una pagnottina soda e non appiccicosa (eventualmente aggiungi della farina di grano saraceno). Metti da parte a lievitare in un posto tiepido per due ore.

Alla farina integrale restante unisci il cacao, 10 gr di olio e il lievito, inizia ad impastare mettendo poca acqua quanto serve, metti qualche pizzico di sale e forma un impasto sodo. Lascia lievitare 2 ore.

Trascorse le due ore reimpasta i pani e stendili in una forma rettangolare, sovrapponili e forma un rotolo sigillandolo sotto. Poni in una forma a cassetta  e fai lievitare nuovamente per una mezz'ora.
Cuoci in forno caldo 30 minuti a 200° aggiungendo in forno una teglia con acqua, sforna e fai raffreddare su una teglia.

Nell'altra farina

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14 ottobre 2010

CRACKERS DI OKARA E CAPRINO FATTO IN CASA


E' da un po' che penso che l'autoproduzione alimentare faccia ormai parte della mia vita ogni giorno. Sono sempre alla ricerca di ingredienti per realizzare le ricette che voglio, tanto che ormai acquisto poche cose. Mi piacerebbe avere un orto, ma questo vorrebbe dire lasciare definitivamente il lavoro oppure cercare un metodo per allungare le giornate da 24 a 36 ore, e dubito di riuscire a fare entrambe. Ad ogni modo mi diverto sempre a sperimentare, questo vuol dire che anche se non tutto "riesce col buco", chiaramente, in compenso ho realizzato uno splendido quaderno pieno di appunti e considerazioni sulle cose che faccio, con la data, le foto dei passaggi (che non vi mostro mai) e le modifiche da apportare. Per quanto la mia cucina derivi sempre da un'emozione, alla base di tutto c'è una grande ricerca. Così come scavo a fondo nei sentimenti allo stesso modo cerco gli ingredienti quanto più adatti a trasformare quelle emozioni in cibo, e, spesso, quegli ingredienti di base, nascono direttamente nella mia cucina. Il burro, lo yogurt, il pane, il formaggio, le marmellate e le gelatine, il gelato e molto altro mi danno sempre da fare e alla fine mi regalano grandissime soddisfazioni, soprattutto se penso che so cosa stiamo mangiando.
In quest'ottica qualsiasi cosa rimanga e non serva all'istante viene sempre riutilizzata, come questi crackers che nascono dalla polpa (okara) dei fagioli di soia gialla usati per il latte di soia e, come questo caprino fresco spalmabile (che in Libano si chiamrebbe ANBARIZ) nato da uno yogurt che ho molto gradito, ma che avevo prodotto in troppa quantità.

Alla mia continua ricerca, perchè ogni volta che leggo nasce una nuova possibilità

CRACKERS DI OKARA
100 gr di okara (ottenuti facendo 1 litro di latte di soia)
100 gr di semola rimacinata di grano duro
100 gr di farina 00
50 gr di semi di sesamo
100 gr di acqua
2 cucchiai di olio di oliva
1 cucchiaio di gomasio oppure 1 cucchiaino di sale fino

Amalgamate lentamente tutti gli ingredienti facendo attenzione a non incorporare tutta l'acqua, ma gradatamente (dipende da quanto è umido il vostro okara, da quanto lo avrete "strizzato" nel fare il latte di soia). Io ho impiegato 100 gr di acqua, a voi potrebbe occorrerne di meno o il contrario. Stendete l'impasto molto sottile che è molto elastico e non si attacca al matterello, su una teglia ricoperta di carta forno e tagliate con una rotella dando la forma che preferite. Bucate con i rebbi di una forchetta e infornate a infornate a 180° 10 minuti forno ventilato. Tirateli fuori dal forno e fateli raffreddare. (Ho notato che cuocerli di più li rende durissimi).

CAPRINO FRESCO
Fate mezzo kg di yogurt di capra così come siete abituati a farlo normalmente con la yogurtiera o come me senza yogurtiera, usando 500 ml di latte di capra UHT e 1 vasetto di yogurt di capra.  Se non avete tempo acquistate dello yogurt di capra già pronto.
Versate lo yogurt in un telo di lino a scolare per 12 ore (mettetelo sospeso sopra un contenitore e raccogliete il liquido che viene fuori). Raccogliete il formaggio che si sarà addensato nel telo e mettetelo in una terrina chiusa in frigorifero per 3 giorni al massimo. Potete consumarlo fin da subito. Il siero che è fuoriuscito non buttatelo via, potete utilizzarlo per fare tutte le preparazioni che richiedono latte o acqua, chiaramente vi consiglio in questo caso dato il sapore accentuato di utilizzarlo per preparazioni salate!

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09 ottobre 2010

POLPETTE DI PANE ABRUZZESI


















 Di questa ricetta conoscevo da tempo l'esistenza, grazie ad una mia collega etnografa che me ne aveva parlato durante una pausa caffè. I suoi racconti riguardo le modalità di ricerca di antiche ricette sul territorio abruzzese e sugli incontri con gli ultimi testimoni di un passato popolare tramandato a voce mi hanno sempre affascinata, tanto da sognare a volte di farmi piccola piccola e seguirla in ogni dove. Volevo provarla da tempo, ma dovevo avere una vera occasione... il compleanno di Polpetta! Sì, domani qualcuno festeggerà due anni, il piccolo di Manifattive! Le belle occasioni del web... ancora nuove amicizie dalla rete alla realtà arricchiscono i miei giorni e mi regalano nuova energia per trasformare i pensieri ed i ricordi in cibo. Ho conosciuto Stefania di Manifattive grazie alla mitica Matilda e posso dirlo? per entrambe amore a prima vista... o si tratta di aver riconosciuto delle anime già note? Un mistero, ma che importa? Le adoro, sono donne piene di grinta, che sanno trasformare la quotidianità in creatività, quando guardo le loro creazioni è un po' come se entrassi in un favoloso negozio di balocchi dove perdersi e sognare. Mi ha fatto piacere trascorrere con loro, anche se per poche ore, un pomeriggio della scorsa settimana perchè queste fate incredibilmente abitano a pochi km da me! Mi auguro che presto riusciremo a vederci, intanto Polpetta ti mando i nostri più cari auguri e te li mando a modo mio, dedicandoti queste belle polpettine di pane... ma non lo dire a Viola, è un segreto tra noi!

ai nostri piccoli

POLPETTE DI PANE ABRUZZESI

pane raffermo
latte di pecora (io ho usato dello yogurt di pecora diluito con acqua)
sale
poche noci tritate
due alici sott'olio [facoltative]

Bagnate il pane nel latte (se siete fortunati nel reperirlo) controllando sempre che la consistenza vi permetta di fare delle polpette sode. Unite le noci, il sale e, se volete, le alici. Cuocete in poco olio d'oliva bollente girandole spesso. fate raffreddare e servite, magari su uno spiedino come ho fatto io.

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